Mongolia

 

Nel 1976 mi recai per la prima volta nella Repubblica Popolare di Mongolia per partecipare a nome della Federazione CGIL-CISL-UIL al Congresso dei sindacati Mongoli e portare il saluto di quelli Italiani. Mi fermai quasi un mese e visitai fabbriche, scuole, università, ospedali, istituzioni culturali, allevamenti di animali, cooperative agricole, monasteri Lamaisti, musei e gran parte dell'immenso Paese centro -asiatico che gravitava sulla Capitale UlaanBaatar allora abitata da 400.000 persone su 1.5 milioni di abitanti che contava il Paese grande 6 volte l'Italia.

 

Ma chi mi affascinò di più fù il popolo, i Mongoli, sinceri, amici, di parola, ospitali, quelli che definii in seguito i Nobili delle steppe. Dal 1976 al 2006 continuai a visitare almeno una volta all'anno questo meraviglioso Paese avviando iniziative di collaborazione in tutti i settori e fondando nel 1984, assieme ad un gruppo di amici, l'Associazione Nazionale Italia-Mongolia della quale assunsi la Presidenza mentre Alzetta Paola la Segreteria Generale. Il lavoro era molto in quanto in assenza di una Ambasciata Mongola in Italia e di una Italiana in Mongolia, svolgevamo una attività che coinvolgeva istituzioni, enti pubblici e privati, università, aziende, Regioni, in pratica tutto il tessuto nazionale italiano veniva sistematicamente investito dalla nostra ciclopica attività nel stimolare e promuovere la conoscenza della Mongolia in Italia. Per primi promuovemmo il turismo, i programmi televisivi pubblici e privati, le esibizione di cantanti, musicisti, ballerini, circensi, sportivi, artisti quali pittori, poti, scultori, scrittori, registri.

 

Dalla ricerca scientifica, alla archeologia, alla geografia, geologia, agraria, veterinaria, medicina e chirurgia in tutti i campi possibili in 40 anni di lavoro abbiamo costruito relazioni stabili e di reciproco interesse. La revisione della Costituzione della Mongolia negli anni 90 ha reso possibile al Presidente della repubblica di Mongolia di nominarmi primo Console Onorario in Europa con giurisdizione su tutto il territorio della repubblica Italiana. Questa nomina rafforzò ulteriormente la possibilità di lavorare per la Mongolia in quanto il Consolato in pratica divenne l'Ambasciata in Italia che rese possibile la stipula di numerosi accordi di cooperaione Intergovernativa in vari settori consolidando così anche a livello Istituzionale i rapporti rafforzati con visite in Italia organizzate e promosse dal Consolato delle massime Autorità della Mongolia dai Ministri ai Parlamentari allo stesso Primo Ministro e al Presidente della Repubblica. Ci sono voluti 6 volumi per contenere una parte del lavoro svolto, quella che ha segnato la storia di quasi mezzo secolo di relazioni tra i due Paesi in un clima di Pace e Uguaglianza.

 

Molti parteciparono a questa impresa sia in Mongolia, Batjargal, Ganbold, Billegt, Chadrà, Demberel, Anand, Barasbold, Nyama, Hasbat, Nyamjav, Amarsanaa, Batbold, Bekbat, Oyuna, Urtnasan, Altangerel, Arvis, Sancir, Urtnasan, Bayambat e tanti, tanti altri una infinita schiera di Nobili Cavalieri della steppa Mongola. Anche in Italia, ricordare tutti è impossibile anche se nei 6 volumi molti sono citati per il loro lavoro, non possiamo dimenticare Alzetta, Perotti, Albertinetti, Alberti, Sulprizio, Gabrielli, Mezzetti, Ziberna, Samer, Tombesi, Zanetti, Blasco, SE. Celli, SE. Padilla, Catalano, e una grande schiera di amici del popolo Mongolo che troverete nella Storia delle Relazioni tra Italia e Mongolia perchè ormai a pieno titolo fanno parte della storia di quei irripetibili 40 anni di continuo lavoro animati solo dallo spirito della fratellanza, uguaglianza e solidarietà.

 

Ora con l'apertura della Ambasciata di Mongolia a Roma per la quale tanto abbiamo da entrambe le parti lavorato, cessa questo nostro lavoro e si sposta su un piano diverso meno burocratico e istituzionale più accademico e scientifico perchè nessuno può vantare che il sapere e la ricerca possano aver fine siamo sempre tutti apprendisti.

 

In particolare vorrei rilevare, che stante la riscoperta nell'ambito  della Geografia Nobiliare di discendenti di antiche famiglie  aristocratiche Mongole, il lavoro svolto anche nel campo della ricerca e della ricostruzione Araldica condotta dal Dr. Orazio Mezzetti, già referente culturale dal 1 gennaio 2003 al 31 dicembre 2005, e consulente araldico per il triennio 2007 - 2009,  del Consolato di Mongolia in Trieste, e attualmente Presidente  della Serenissima Accademia degli Stemmi, ha rappresentato un importante  contributo alla ricerca storica sull'Impero Mongolo, da me inserita  in alcune  mie pubblicazioni.

 

 

 

La Gher mongola 

 


 

  Questa è la  casa - tenda, che in Mongolia viene chiamata "gher" che significa per l'appunto casa ricoperta di feltro. La gher è stata concepita per essere un abitazione nomade, nel senso  che si può erigere e smontare in poche ore e facilmente trasportabile.
Le gher sono tende usate come abitazione da molte popolazioni dell'Asia centrale, in particolar modo dal popolo mongolo, che da essa è stato protetto e continua tutt'oggi ad esserlo dai rigidi inverni della steppa.


Il genio Mongolo non solo è riuscito molti secoli fà a progettare e realizzare una struttura ideale per questo scopo, ma lo ha fatto anche con incredibile sensibilità estetica.
La gher infatti è estremamente bella, tanto semplice e morbida visivamente all'esterno, quanto incredibilmente ricca di particolari e armoniosa al suo interno. Risulta praticamente impossibile rimanere indifferenti quando si entra in una gher.

 

Sopra la struttura della gher vengono sistemati successivi strati, il primo è formato da un tessuto bianco in cotone che diventerà il rivestimento interno, a vista. Su questo viene posato lo strato di Feltro, prima i due pezzi del tetto poi le pareti. Questo strato è fondamentale, e senza di esso la struttura per quanto bella non potrebbe essere chiamata "gher". Il feltro oltre a isolare dal freddo e dal calore ha la funzione di tenere compatta e integra la struttura e di ancorarla al terreno.

 

 

Valley of Dead (Shaman music)

Mix two films - "Mongol" & "Valley of Flowers"..


 

Mongolian folk music - Altai Hangal


 

Altai-Hangai is a Mongolian musical group that uses the sounds of traditional throat-singing and horse-head fiddle with contemporary forms of jazz. Named after the Altai Mountains and Hangai Steppes of Central Mongolia.

 

 

La Bandiera Nazionale

 

 

La bandiera della Mongolia è stata adottata il 12 febbraio1992. È simile alla versione del 1949, ad eccezione della rimozione della stella socialista. La bandiera è composta da tre bande verticali di uguali dimensioni, blu, simbolo del cielo e colore nazionale, quella centrale e rosse quelle ai lati. Al centro della banda rossa sul lato del pennone, in giallo, è posto l'emblema nazionale definito Soyombo, una disposizione di elementi astratti che rappresentano fuoco, Sole, Luna, Terra, acqua e il simbolo dello yng-yang.

 

 

IMMAGINI DELLA MONGOLIA E DELLE SUE GENTI